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Certificazione acustica
Con un provvedimento dell'ente nazionale italiano di unificazione atteso per l'autunno prossimo (2011) e che recepirà la norma Uni sull'"Acustica in edilizia", chi vorrà vendere casa dovrà dotarla di un'ulteriore certificazione - oltre a quella energetica - che ne attesti la classe acustica di appartenenza.
È un concetto similare a quello della certificazione energetica, ma con alcune profonde differenze; la principale è costituita dal fatto che mentre il certificato energetico è redatto sulla base di calcoli, il certificato acustico è redatto sulla base di una prova (collaudo) effettuata in tutti i vani dell'appartamento.
La norma si applica a tutti i tipi di edifici, tranne a quelli a uso agricolo, artigianale e industriale.
Sono previste quattro differenti classi di efficienza acustica, dalla classe 1, che identifica il livello più alto (più silenzioso), alla classe 4 che è la più bassa (più rumoroso).
Le misurazioni verranno eseguite in ogni locale dell'abitazione dal un tecnico incaricato e comprenderanno sia i rumori aerei che quelli di calpestìo. I dati così raccolti e mediati tra loro, forniranno un indice che permetterà la classificazione dell'immobile. Le classi andranno dalla 1^ (la più silenziosa) fino ad arrivare alla 4^.
La norma punta a migliorare le informazioni messe a disposizione di chi acquista e finalizzate ad aumentare o diminuire il valore economico del bene immobile anche in base a caratteristiche poco tangibili, come privacy, comfort, eccetera.
Si teme che i costi di un certificato acustico saranno sensibilmente maggiori di quelli di un certificato energetico, da cinque a dieci volte di più, oltre al fatto che esso avrà una durata limitata nel tempo.
Per un approfondimento più dettagliato in merito, bisognerà aspettare il provvedimento di attuazione della normativa stessa.
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